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Progetto Classe 13-05-2021

Molti sono i ricordi del viaggio dello scorso anno, 2018, legati anche alle condizioni di vita delle famiglie e alla fatica di Marco e Giulia, di riuscire a gestire la scuola e a far quadrare i conti.

In Perù, il 38% della popolazione vive sotto la soglia di povertà, cifre ufficiali sulla situazione dell’infanzia in Perù indicano che due terzi dei bambini tra gli 0 e i 17 anni di età vivono al di sotto della soglia di povertà e circa la metà dei bambini tra gli 0 e gli 11 anni, risiede nelle zone rurali. In Perù, in termini assoluti, ci sono 4,5 milioni di bambini con un’età inferiore agli 11 anni che vivono nell’indigenza.

Dal punto di vista educativo, il tasso di frequenza scolastica è abbastanza alto, anche se ci sono differenze visibili in base alle diverse estrazioni socioeconomiche. Il problema maggiore è nell’istruzione dei bambini di età inferiore ai 6 anni, dove l’attenzione che ricevono da parte dello Stato è fortemente iniqua.
Ed è qui che si inserisce Operazione Mato Grosso, con l’intento di dare un aiuto ai più indigenti in varie forme e dando la possibilità della frequenza scolastica a costi irrisori ai figli dei più poveri, ma anche ai bambini especial/disabili che altrimenti non avrebbero nessuna possibilità di frequentare la scuola.

Anche se le insegnanti sono pagate dallo stato e per le uniformi e parte del materiale scolastico viene chiesto un contributo ai genitori, le spese mensili fisse sono a carico della scuola e riguardano: le assistenti che seguono al pomeriggio i bambini nello studio, l’ora di compresenza per un aiuto ai bambini più poveri, le maestre di sostegno per i disabili, il materiale scolastico, la mensa, i viveri, il cuoco e le aiutanti, le riparazioni, i professori dei “taller” (laboratori) e il relativo materiale o macchinari, le riparazioni degli strumenti musicali, e così via.

La spesa mensile di gestione si aggira sui 9.000 euro. E’ da tener presente che la scuola Senor De Pumallucay è frequentata da circa 400 alunni, suddivisi in 14 classi tra asilo, primaria e secondaria.

Infatti il sistema educativo obbligatorio del Perù è costituito da tre livelli:

  • la “educacion inicial“che è la scuola dell’infanzia e inizia intorno ai 2/3 anni; 
  • la “educacion primaria” che dura 6 anni; 
  • la “educacion secundaria” che dura 5 anni

“Ci sono giorni, ci raccontano Marco e Giulia, in cui non è facile pensare con serenità al domani, ci si affida alla Divina Provvidenza.”

PERCHÉ NON INVENTARCI QUALCOSA?

2019

Prende forma il PROGETTO CLASSE, un progetto scolastico di classe, che insieme al Progetto ZAINI, vuole essere un aiuto tangibile per i bambini peruviani.

Partiamo con la terza elementare, a fronte di un contributo di euro 3.000 versato in parte dall’associazione e da 23 famiglie che adottano il progetto.

Ad ottobre, in occasione dell’anniversario della fondazione della scuola Senor De Pumallucay di Yunagy, i bambini di terza con la maestra Neycinda, si sono preparati per sfilare nel paesino di Alpabamba, nel quale esiste una piccola scuola con 60 bambini che è stata adottata dalla scuola di Yungay. FOTO E VIDEO SFILATA

2020

Crescono le adesioni al progetto, sono 45 le famiglie che adottano l’iniziativa. Questo ha permesso la presa in carico della seconda classe con la maestra Samantha. In questi mesi hanno ricevuto foto, letterine dai bambini, dalle insegnanti e da Marco.

22 MARZO 2020 “Eccoci chiusi in casa, anche noi qui a Yungay… è successo tutto abbastanza all’improvviso, nonostante si sapesse bene cosa stava succedendo in Italia, non capivamo se sarebbe stato lo stesso qui in Perù.”

12 LUGLIO 2020 “Cari Amici volontari, vi scrivo desiderando per voi tutto il bene … .Il mio nome è Brigitte Palma Mendoza, maestra dei bambini del 4° grado di primaria (incaricata dei bambini della maestra Neycinda dell’anno scorso)… non ho ancora potuto conoscere i miei bambini, né i loro genitori, però con loro realizziamo le lezioni virtualmente.
Da aprile con il programma in tivù “Imparo a casa” e anche addizionalmente abbiamo iniziato, attraverso un’organizzazione interna, un progetto da maggio: inviamo video e schede per rafforzare le attività della televisione. Questa nuova forma di lavoro e studio è un po’ difficile soprattutto per i bambini che non hanno cellulare che abbia accesso alle reti sociali come whatsapp, che è quella che poi utilizziamo, qualcuno non ha il televisore o non hanno una buona linea (connessione)… di questi casi ce ne sono molti.
Ho a mio carico 35 bambini, 3 di loro sono bambini con abilità differenti (speciali) e un’altra maestra si fa carico di loro, svolgendo e seguendoli nelle attività necessarie. Così i miei bambini sono 32.
15 bambini hanno  whatsapp in cui cercano di vedere i video che mando ogni giorno, così anche le altre attività della tivù. Gli altri completano le schede che hanno gli stessi contenuti dei video.
I genitori vanno alla missione di Cochahuain e ricevono i compiti e alla fine del mese consegnano tutti i lavori (compiti) svolti a don Marco, che si è incaricato di consegnarli alle maestre per la revisione.
Abbiamo anche provato a valutarli attraverso  whatsapp con chi riusciva ad accedere a questo mezzo e lo abbiamo chiamato: “Dimostro ciò che ho appreso”.
E’ stato difficile, un’agitazione per alcuni bambini che dovevano copiare l’esame per poi svolgerlo e inviarlo, immagino anche per i genitori preoccupati , che hanno dedicato tempo ai loro figli. Alla fine ci siamo riusciti, è stato difficile anche per me dare una valutazione perché le foto non erano nitide, è stata una sfida per tutti.”

30 LUGLIO 2020 “….Comunque io continuo a pensare che quelli che ci hanno rimesso di più sono i ragazzi.  Loro sì sono stati abbandonati, sono chiusi  nelle loro case, in ambienti per lo più diseducativi, imbottiti di noia, vizi e tecnologia di basso livello. Per loro questa quarantena ha aumentato il divario  fra ricchi e poveri.
I ricchi sono in case sontuose, iscritti a collegi privati, con delle video lezioni per metà della giornata.
I poveri hanno mezz’ora di lezione di basso livello una volta ogni due giorni alla televisione.
Io sono molto preoccupato per loro: per prima cosa a livello educativo, nonostante si cerchi di aiutarli, è difficile educare a distanza e loro sono chiusi in ambienti sregolati e violenti. 
Proviamo a scrivergli, fargli arrivare qualche segno di attenzione, fargli sapere che li pensiamo e che ci mancano. 
A livello cognitivo stiamo lavorando su più fronti: video delle lezioni che mandiamo con watsapp, per chi non ha il telefono con internet, la stessa lezione la mandiamo fotocopiata, distribuita il lunedì mattina per tutta la settimana.  Una pagina di teoria, una di esercizi e poi delle gran telefonate.
Sono contento perché i professori ci stanno mettendo tutto l’impegno possibile.
E’ la nostra maniera per dire agli alunni che gli vogliamo bene e che siamo preoccupati per loro, ci  stanno a cuore e ci interessa la loro vita. Marco”

2 OTTOBRE 2020 …”E’ entrata nei ragazzi una sorte di apatia che a me preoccupa molto.
Così, oltre alle attività riprese, ci stiamo dedicando più che altro cercare di far vivere qualcosa ai ragazzi.
Un sabato ogni 15 giorni ci ritroviamo con i catechisti e andiamo nelle case di ognuno dei nostri bambini a portare un regalino e fare due chiacchiere. I bambini sono molto felici.
E’ semplicemente per dirgli che ci ricordiamo di loro, non li abbiamo abbandonati, non ce la facciamo a farlo con il cellulare….. MARCO “

2021

FEBBRAIO 2021 “Vorrei farvi un “breve” resoconto delle varie attività che abbiamo cercato di portare avanti anche grazie al vostro aiuto:
LA SCUOLA. Abbiamo studiato tutto l’anno in forma virtuale con video preparati dai professori e mandati con whatsapp  e fotocopie con parti di teoria e esercizi distribuiti ogni settimana (anche nel periodo più rigido) per i ragazzi che non hanno whatsapp o non riescono a guardare i video per poco internet.
La tecnica ha funzionato molto bene, siamo riusciti a richiamare i ragazzi per un esame , diverso per classe nei 5 giorni della settimana, alla fine dell’anno.
I professori hanno seguito molto i ragazzi chiamandoli con il telefonino, hanno lavorato molto.”

Scrive Giulia il 6 APRILE 2021: “In Perù è ancora vietato iniziare le scuole anche solo semi presenziale, noi stiamo facendo un’attività chiamata GREST, sperando di non avere problemi, alla fine è una scuola semi presenziale a tutti gli effetti con qualche attività alternativa. Per quello gli studenti per aula sono molto ridotti.
Stiamo facendo tutte le cose della scuola a casa nostra, in missione a Cochahuain, perché in Perù è ancora proibito aprire. Di conseguenza, pochi bambini, spazi aperti e improvvisati. Vi mandiamo le foto delle classi ricavate nei dormitori, negli spazi della falegnameria, nella sala esposizioni dei mobili, e anche all’aperto dove c’erano le gabbie dei conigli. Questa classe si chiama Nelson Mandela.