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Progetto Novara Technical School – Bangladesh 14-08-2021

La presenza di Associazione Progetto Giulia in Bangladesh inizia nel 2005 e l’incontro con sacerdoti italiani del PIME impegnati nel paese asiatico ci ha fatto conoscere Padre Livio Prete, vicario del Vescovo di Dinajpur, la diocesi che comprende anche la missione di Thakurgaon, dove eravamo presenti con il sostegno scolastico.
Tramite padre Livio abbiamo conosciuto la realtà di Sujari, dove a ragazzi che hanno frequentato due anni di superiori viene data la possibilità di imparare un lavoro, con due anni di frequenza della scuola  tecnica Novara Technical School.

E qui, abbiamo “incontrato” alcuni ragazzi che erano stati aiutati nel percorso scolastico.

Nasce il Progetto : TECHNICAL SCHOOL – SOSTEGNO SCOLASTICO 

Il grande problema del Bangladesh è che la povertà penalizza l’istruzione.
Infatti il quasi il 50% degli studenti delle scuole elementari del Bangladesh è costretto dalla schiacciante povertà ad abbandonare gli studi prima di completare la quinta elementare per trovare un lavoro. Coloro che hanno proseguito, si trovano ora a decidere cosa fare della loro vita futura. 

L’aiuto che  Progetto Giulia intende  offrire è una formazione di tipo professionale, fornendo una preparazione tecnica e specializzata. Con la frequenza alla scuola tecnica Novara Technical School e l’aiuto di programmi locali di Elettricità, Falegnameria, Meccanica e Meccanica motoristica orientati a sfruttare le capacità e le potenzialità dei giovani poveri, si intende portarli al diploma per poter svolgere un lavoro dignitoso, con una paga iniziale di 5 mila taka (62 dollari) al mese.

Oltre 140 mila giovani si sono diplomati grazie ad uno di questi programmi  e hanno già trovato un lavoro permanente. La scuola è gestita dai Missionari del Pime. Il corpo docente, insegnanti e istruttori sono tutti del paese. In totale sono 32 occupati nelle quattro sezioni. 

Gli studenti che frequentano la scuola tecnica sono 160. Di questi 103 sono residenziali. Vivono nell’ostello adiacente la scuola e attualmente P.Livio Prete ne è il direttore.

Al mattino gli studenti frequentano il corso teorico a scuola e al pomeriggio hanno 4 ore di scuola pratica nei laboratori.

Al termine del biennio ricevono il certificato.
Almeno due mesi prima del termine del percorso professionale sanno già dove verranno assunti.
La serietà della scuola fa si che i datori di lavoro richiedano in anticipo i giovani per l’assunzione.

Ogni mattina i ragazzi si ritrovano alla Santa Messa, fanno colazione e si recano a scuola.

Nel pomeriggio, al termine delle ore dedicate ai laboratori, è compito dei ragazzi aiutare nei lavori.

Alla domenica c’è tempo anche per una bella partita a calcio.

Scrive padre Livio. “Vi presento la Novara technical School di Suihari Mission-Bangladesh. È una Istituzione che nasce a Suihari, periferia di Dinajpur nel 1963. È stata un frutto del Concilio Vaticano II° che apriva la Chiesa al mondo intero.
Il Bangladesh era ancora East-Pakistan. Viveva ancora in un regime coloniale. Questo Pakistan era separato dall’India dall’attuale Pakistan.

La chiesa stava facendo grandi passi nel campo della promozione sociale. Dall’assistenza al coinvolgimento del popolo come autore della propria libertà e indipendenza. La scuola nasce (una delle prime del paese) per la preparazione professionale dei giovani in meccanica, motoristica, falegnameria ed elettricità. Attualmente è una delle scuole professionali più stimate del Bangladesh.

Negli anni ’60, in Italia iniziarono le prime “Campagne contro la fame nel mondo”. Don Ercole Scolari, della diocesi di Novara, assistente dei giovani di Azione Cattolica lancia l’iniziativa di un “gemellaggio” con la diocesi di Dinajpur e propone di realizzarvi una scuola tecnica professionale. Giovani italiani interessati e responsabilizzati verso i giovani aborigeni della diocesi di Dinajpur. Nasce così il “Novara Center” con il sostegno della diocesi e della Provincia di Novara. La compera del terreno si rivelò una impresa difficile. Controlli estenuanti e ostacoli da parte della polizia che non vedeva bene quest’opera.

Il protagonista indiscusso in tutto questo lavoro è stato P. Faustino Cescato. Missionario trevigiano che con umiltà, pazienza e abilità riuscirà a destreggiarsi con le autorità civili e militari per portare avanti l’opera. Tutto questo impegno sfocerà con l’espulsione dal paese nel 1967, che verrà poi revocato. Accanto alla scuola nasce la Pime House, una parrocchia che gestisce una scuola primaria e secondaria con 1200 studenti e con l’annesso boarding che ospita più di 200 bambini e bambine. Una grande realtà all’interno della città di Dinajpur.

Il percorso è stato lungo e fruttuoso. Generazioni di giovani sono passati da questa scuola. Alcuni di loro tornano con i loro bimbi in braccio a rivedere questo posto oppure altri che mandano i loro figli a fare lo stesso percorso professionale.

Noi missionary del Pime siamo ancora alla direzione di questa scuola.
Fratel Massimo Cattaneo di Saronno è direttore della scuola che conta 160 studenti. 80 studenti nel primo e 80 studenti nel secondo anno. Prima ancora di terminare sanno già in anticipo di 2/3 mesi dove inizieranno la loro professione. I datori di lavoro ci contattano con molto anticipo per avere i nostri studenti come loro dipendenti.
P. Livio Prete (sottoscritto) responsabile del boarding.

103 sono gli studenti che vivono con noi all’interno del complesso scolastico. Per questi che restano quasi tutto l’anno con noi, oltre al programma scolastico c’è l’accompagnamento del resto della giornata. Formazione umana e cristiana. Essere al loro fianco in questi due anni. È bello vedere questi giovani che a fianco della formazione professionale guardano a 360° il percorso della loro vita. Oltre a questo servizio anche la responsabilità del cibo, dei pasti, dell’alloggio.

Il contributo delle famiglie è di 1.000 taka al mese, circa 8/9 euro mensili. La maggioranza dei loro genitori sono lavoratori a giornata. Ecco che l’aiuto che riceviamo da fuori e lontano è preziosissimo per portare avanti queste vite. 
Vostro P. Livio Prete”

Sostegno scolastico

Il sostegno scolastico di uno studente dura due anni, con un contributo economico annuo di euro 130.

Al sostenitore viene consegnata una cartellina contenente la storia del progetto, foto e notizie dello scolaro, lettere del missionario che segue il progetto.

2019

Sono 19 i ragazzi sostenuti nel percorso scolastico ciascuno da una famiglia italiana, alla quale è stata consegnata una cartellina con la corrispondenza intercorsa con Padre Livio, una foto del ragazzo e qualche informazione sulla famiglia di origine, e a fine anno scolastico, dicembre, la pagella .
I ragazzi hanno preparato un messaggio di auguri per le festività natalizie.

2020

Il gruppo aumenta e sono 27 i ragazzi aiutati. Ma… il 6 giugno 2020 scrive padre Livio:
“Tempo di pandemia. Che cosa può fare un missionario limitato nei movimenti, nell’attività, che vive in una struttura scolastica vuota di persone…se non sognare? Si, è quello che mi capita spesso di fare in questo periodo: vedere sogni!!

Abbiamo chiuso la scuola con una certa urgenza… quando il governo Bengalese dichiarò la chiusura di tutte le istituzioni scolastiche, lo scorso 20 Marzo, a tempo indefinito a causa dell’epidemia che cominciava a dare i primi segni di presenza nel paese. Pensavo che sarebbe bastata qualche settimana… un mese e invece siamo ancora chiusi, raggiunti alle volte da notizie su prossime riaperture che vengono impietosamente smentite.

Intanto cosa capita nella nostra scuola? La scuola è chiusa, un bel po’ di polvere è adagiata nei corridoi e nei portici. Passandoci lasci le impronte dei sandali. L’erba infestante invade in modo vistoso il giardino… dando una visione diversa dell’ambiente. Direi che la natura si è ripresa la sua libertà nonostante il mio tentativo di tenere un po’ in ordine. Poi  silenzio! Un silenzio terrificante. Abituato com’ero dal mattino alla sera ad essere immerso nel vociare, gridare dei ragazzi, il rumore degli strumenti in piena attività nei laboratori, il gioco di 110 ragazzotti nel campo sportivo e altri spazi.

Quando fummo giunti dalla notizia del governo sulla chiusura delle scuole… avevo già davanti a me quello che stava succedendo in Italia e dicevo a me stesso: “Qui è appena iniziato… il dopo e il peggio è tutto davanti a noi”.
Fa parte un po’ del paese quello di sdrammatizzare sempre: “È tutto sotto controllo”, “Finirà presto”, “Non c’è nulla da temere”… invece il contagio e i morti stanno aumentando. Scattò subito il lock-down nel paese. Ora che il contagio è in aumento è stato tolto e rimesso nelle zone più pericolose.
Mi pare di capire che avremo un cammino ancora arduo davanti a noi. Le strutture sanitarie fanno fatica a far fronte all’emergenza. Molti ammalati non vengono accolti, riferiti ad altri ospedali con la speranza di essere controllati e visitati.

Tornando alla nostra scuola sembra che la data di riapertura diventi sempre più lontana.
Con gli insegnanti abbiamo già predisposto diverse possibilità per essere pronti a ripartire, aggiustando il percorso scolastico, rivedendo il calendario per poter salvare l’anno scolastico.

È molto bello e incoraggiante l’atteggiamento degli studenti. Sono molti quelli che telefonano per avere informazioni… che non sappiamo dare. Loro sanno che non dipende da noi ma la loro attesa e aspettativa alta ci fa un grande piacere. Desiderano riprendere al più presto possibile e poter concludere l’anno accademico.
Alle volte sono preso dalla tristezza e preoccupazione nel vedere cosa sta succedendo nel paese. In Italia abbiamo assistito attoniti e con sofferenza la scia di morte e dolore di tanti, delle famiglie, nel non poter lavorare, programmi e progetti finiti sul nascere.
Al profeta Geremia, in mezzo allo sfascio del paese d’Israele, esiliato e percosso, il Signore chiede cosa vede. E il profeta risponde : “Vedo un ramo di mandorlo”. Il mandorlo fiorito ci dice che l’inverno sta’ passando, una nuova vita riprenderà. Anche a noi ci viene chiesto di vedere questo ramo in fiore.”

1 Ottobre 2020 “La scuola? Dal 17 Marzo 2020 è stata chiusa. Chiusura su tempi brevi ma rinnovati e così siamo arrivati ad oggi.
L’ultimo comunicato, dal momento che l’ultima decisione prevedeva la chiusura fino al 3 Ottobre, recita: “Le istituzioni scolastiche verranno riaperte. Vi faremo sapere. Prevediamo di poter avviare l’esame di HSC. (corrisponde all’esame finale di scuola superiore, per poter dare l’opportunità agli studenti di iscriversi all’Università. Ancora però non si sa questa data. La dichiarazione è di ieri 30 settembre, da parte del Ministro dell’Istruzione.

Noi cosa stiamo combinando?
Abbiamo già modificato  quattro volte la tabella di marcia per poter offrire una ripartenza confortevole agli studenti. Sono stati fatti degli esami, da casa. Il sistema non è per niente soddisfacente. È stato un tentativo eccezionale affinché gli studenti potessero stare occupati con lo studio. Manca però tutta la pratica nei laboratori.

Si prevede che finiremo l’anno scolastico con la scuola chiusa in tutto il paese. L’anno scolastico termina qui il 15 di Dicembre e riparte all’inizio di Gennaio. È stato ed è difficile questo tempo. Gli insegnanti hanno continuato ad essere presenti, con orario ridotto nella scuola. Questi ultimi tre mesi, da oggi 1° Ottobre saranno occupati con un programma di computer. Formazione degli insegnanti… in mancanza di studenti …”

2021

La scuola tecnica aprirà il 15 febbraio con alcuni aggiustamenti nel calendario.
Il secondo anno che avrebbe dovuto essersi concluso lo scorso dicembre 2020 terminerà a Giugno 2021. Ci sarà un semestre intensivo. Salteranno vacanze di tutti i tipi e vacanza solo la Domenica. In questo modo si cerca di attutire il danno dell’anno andato a vuoto. A Giugno-Luglio si farà partire il nuovo anno. Quelli del primo anno ripeteranno perché dopo due mesi tutto si era inceppato.
Da Marzo riapriranno le scuole. Questa è una notizia bella.

Vi voglio anche dire che da gennaio 2021 mi è stato chiesto di assumere la responsabilità del lebbrosario (attualmente ha pochissimi ospiti perché la malattia è quasi debellata e ospita anche un piccolo gruppo di bambini sordo-muti con scuola interna per loro) e assieme ad un altro prete responsabili di una zona nuova dove c’è solo un piccolo terreno e dovrebbe venir fuori una nuova parrocchia nel futuro. Il ruolo di responsabile dell’ostello è stato affidato a padre Papu, un giovane prete della diocesi che vi presento.

Cosa fare?
Alla fine del mese avrò la lista aggiornata dei 19 ragazzi che erano nel programma adozioni. Ho qualche dubbio che qualcuno non ritorni più a scuola. Per questi mi impegnerò alla fine del programma di farvi avere la copia del loro certificato e un grazie per gli sponsors.
Del gruppetto del primo anno, 8 ragazzi, mi impegnerò a vedere con p. Papu di portare avanti il rapporto con voi e poi potrete valutare se continuare, se vi mettete in sintonia. Credo che la possibilità di fondare un rapporto bello ci sia con lui.
Vostro p. Livio “

Pasqua 2021

Giugno 2021

Arrivano una lettera e un video di presentazione da Padre Papu: